Questo è il motivo che, peraltro, ha precluso quasi totalmente la circolazione del cortometraggio documentario, le cui copie sono conservate in massima parte presso gli eredi di Manzù, nonostante ai suoi tempi si fosse aggiudicato il pur esiguo premio ministeriale di produzione (sulla storia ed il destino della produzione di documentari in Italia, si rinvia alle conferenze introduttive di Sergio Bassetti al ciclo Progetto speciale salvataggio di cortometraggi, tenutesi a Roma, ottobre-dicembre 2001, Irtem, Discoteca di Stato, in particolare quella di mercoledì 3 ottobre 2001). Chi scrive ne ha agevolato, attraverso le proprie ricerche, la proiezione in occasione del Festival Con Luigi Nono organizzato a Roma (27 novembre 4 dicembre 2000) dalla Federazione Cemat, da Musica per Roma e dalla Istituzione Universitaria dei Concerti, e quindi ne ha presentato la prima proiezione a Venezia nellambito degli Incontri con la Musica di Luigi Nono, organizzati dallArchivio Luigi Nono (Fondazione Cini, 15-11-2001, ore 18).
Laggiunta di una traccia sonora consistente in un testo, scritto e letto fuori campo da Giacomo Manzù, sembra esser stata proprio idea di Nono, come si evince dalla lettera di Manzù a Nono datata 27-6-1969 e conservata presso lArchivio Luigi Nono, e come è stato confermato da altre persone coinvolte nelliniziativa. Di seguito diamo il testo letto da Manzù, come è stato da noi trascritto e poi confrontato con loriginale ritrovato presso lArchivio privato degli eredi di Manzù (la separazione dei periodi con pause prolungate è resa dal segno //): Nella storia recente e vissuta, sappiamo che la città di Rotterdam venne completamente rasa al suolo da un infernale bombardamento nazista, per sole ragioni naziste! // Una commissione della città di Rotterdam mi aveva chiesto la porta per la Chiesa protestante di San Lorenzo. Altre porte avevo eseguito per il passato: quella per il Duomo di Salisburgo e quella per la Basilica di San Pietro. Io dissi subito che, dopo la porta di San Pietro, non volevo più dedicarmi a temi religiosi; mi fu risposto che non era stato chiesto un tema religioso, ma la porta per lingresso principale della chiesa. A questo punto, naturalmente, non avevo altra scelta che per il sì. // Al mio sì, però, stabilii immediatamente anche il tema. E mi venne subito lidea di dedicare la porta alla Pace e alla Guerra. Questo tema venne accettato immediatamente, ed io feci la porta con due grandi pannelli: guardando in alto, si troverà la Pace e, guardando in basso, si troverà la Guerra. // Nei bassorilievi non cè nessuna traccia delle migliaia di bombe scaricate su questa città martire, ma credo di aver stimolato il sentimento dellorribile. Gli stessi elementi della Pace, infatti, dove si vive nel lavoro e nella serenità e dove gli uomini e le donne mettono tutta la loro speranza nei bambini che nascono dal loro amore, tutti gli elementi, dicevo, vengono trasportati nella Guerra, in mezzo al terrore delle donne fra i morti, e in mezzo alla ferocia delluomo su un altro uomo e allo spavento dei fanciulli. // Io non so, e del resto non ne ho nessuna pretesa , se questi due bassorilievi facciano parte della cultura di oggi: la mia sola speranza e la mia sola felicità è di aver testimoniato, in questepoca nella quale vivo, che la guerra è il tema più brutale che possa appartenere alluomo. È il tema non solo inventato dalla ricchezza, ma difeso e non abbandonato per la conquista del potere, per il potere inumano, diabolico e contro ogni civiltà. Perché la forza unita alla violenza ha sempre distrutto, anche se oggi questo orribile tema viene ancora alimentato e benedetto. // Nel museo Boymans sono raccolti piccoli studi per i due temi della porta, studi in bronzo e disegni. // Il bombardamento di Rotterdam può insegnare a tutti i giovani che la guerra è sempre un assassinio legalizzato e, per distruggerla, bisognerebbe cominciare a distruggere il potere capitalista. Potere che una parte degli uomini di oggi continua ancora a conservare e, anche senza volerlo, collabora a mantenere intatto. // Parlare della pace è difficile, perché la guerra è un tema storico, mentre nessuno ha mai cercato la pace, nessuno lha mai difesa: è uno stato naturale delluomo, tra il lavoro e lamore.
Inge Schabel, allora compagna e poi moglie di Manzù, era uno dei membri del Comitato; ricorda di aver redatto e spedito una lettera dinvito a Nono, il quale accettò limpegno; tuttavia, questa lettera non è stata ancora rinvenuta nellArchivio privato degli eredi di Manzù.
Foglio ALN 33.03.01/29 (blocco-notes B.44/01).
Questa quota rimase forfettaria (£ 20.000) finoltre la realizzazione di Musiche per Manzù; essa era stata stabilita in base a una convenzione biennale rinnovabile tra le Edizioni Suvini Zerboni e la direzione dello Studio di Fonologia della RAI, siglata per la prima volta nel 1963, e poi adottata nel 1969 anche da Ricordi. Vedi in proposito Anna Colasanti, Note sulla cessione delle apparecchiature e dei nastri dello Studio di Fonologia di Milano, 17-11-1978, relazioni interna Rai indirizzata al M° Giorgio Vidusso, conservata presso gli Archivi dello Studio di Fonologia della Rai di Milano (dattiloscritto).
Questi fogli-orario settimanali rarissimamente indicano il titolo della composizione in lavorazione, ma di regola solo tecnico e compositore coinvolti, con leventuale aggiunta della destinazione ufficiale del lavoro, soprattutto quando essa coincida con una iniziativa Rai (come il Premio Italia).
Il giorno 26 non fu utilizzato causa astensione sindacale.
«[
] domani vado in Germania. quando torno, verso il 16-17, vado a Roma e combino tutto con Manzù stesso [
]». (dalla lettera cit. del 9 giugno 1969 a Calusetti presso Casa Ricordi, già citata nel testo (p. 3). In realtà, pare che Nono non abbia incontrato Manzù in questa occasione, come sembra indicare il tono della lettera di Manzù del 27-6-1969. Un indizio di una presenza di Nono a Roma per la sincronizzazione potrebbe essere la richiesta di una copia del nastro di Musiche per Manzù, fatta con la massima urgenza in data 26 giugno 1969, dalla Direzione della Radiofonia Rai di Roma. La dott.ssa Renata Bertelli, allora titolare della Direzione, non ricorda con precisione le circostanze, ma è sicura che in questo come in altri casi le richieste venivano avanzate per girare i nastri a terzi: forse a Nono stesso, in vista della sincronizzazione da effettuare in quei giorni? Il fatto che Nono abbia visto il corto, e che quindi abbia probabilmente avanzato la proposta di aggiungere un testo parlato, giustifica anche limmediata risposta epistolare in merito di Manzù, impossibilitato a muoversi dalla sua casa di Ardea per esigenze personali.
Vedi supra, lindicazione voce Lili sola sul foglio 34.01.06.
Vedi supra, lindicazione nel foglio 34.01.05. A questo stesso materiale, e alla sua messa in polifonia, allude forse lo stesso Nono con lindicazione vosi (cioè voci in veneziano) anche in altri fogli di appunti (ad es. il 34.01.11 e 15), in relazione anche ad altre sequenze e missato ad altri materiali.
È questo evidentemente il materiale indicato come S. Marco nel fogli 34.01.05, 11 e 13; vedi supra ed esempi 1, 2 e 4.
Vedi supra, le indicazioni mobile e con pause, assieme ad esempi combinatori, sul foglio 24.01.06 (esempio 2).
Lettera citata: «[
] (per i diritti, Manzù si metterà in contatto direttamente con loro) [
]». Sappiamo che la Raccolta Amici di Manzù (cioè il museo realizzato dal Comitato Amici di Manzù proprio nel 69) contatterà in merito Casa Ricordi solo il 5 gennaio 1973, e dietro richiesta delleditore: nella lettera, in sintesi, si sottolinea che il nastro e, in certa misura, il lavoro intellettuale era stato realizzato da Nono per Manzù in segno di omaggio personale, che lunico utile che il corto avesse realizzato (non essendo stato distribuito nelle sale) era consistito nel premio ministeriale, distribuito (per le quote di competenza di Nono e Manzù) a famiglie di caduti per la Restistenza per volere dello stesso Nono, e che pertanto (osservazione non detta, ma implicita nella lettera formata dalla Segretaria della Raccolta) la musica del film non aveva maturato alcun provento di diritto dautore che Ricordi potesse rivendicare.
Testimonianza, peraltro assai attendibile, rilasciataci da Alvise Vidolin.
Per il concetto di sintassi astratta/estrapolata rispetto al materiale, vedi Simon Emmerson, La relazione tra linguaggio e materiali nella musica elettroacustica, in Teoria e prassi della musica nellera dellinformatica, a cura di Agostino di Scipio, Bari, Giuseppe Laterza Editore, 1995, pp. 53-77 (originariamente in The Language of electroacoustic music, a cura di Simon Emmerson, London, MacMillan Press, 1986).
Questa assenza, di cui è difficile stabilire il termine a quo (ma collocabile almeno dopo il 1973), è estesa ai cataloghi curati via via da Marino Zuccheri fino a Maddalena Novati, ed è pertanto di ardua spiegazione: tra le tante ipotesi, è possibile che la copia donata personalmente da Nono a Manzù, e teoricamente ancora esistente presso lArchivio privato eredi di Manzù, sia proprio il montato originale, e che perciò tutte le successive copie, comprese quelle Ricordi, siano state realizzate su un originale pre-montato, tuttavia scomparso anchesso.
Non è stato possibile ascoltare i nastri depositati presso lArchivio Ricordi, non essendo disponibile presso Casa Ricordi un lettore di nastri magnetici idoneo. In mancanza di una verifica, non si può escludere che uno dei nastri possa contenere la versione montata, ma che al momento del riversamento su DAT realizzato da Alvise Vidolin non sia stato casualmente preso in considerazione.
Lunico indizio di una accettata (ma forse non programmata) diversità dei due testi, da parte dello stesso Nono, può essere il fatto che egli nomini il nastro appena concluso nel suo montaggio definitivo musica per Manzù (vedi lettera a Clausetti del 9 giugno 1969), mentre sul catalogo il titolo del lavoro è Musiche per Manzù, dunque al plurale, forse a evidenziare lormai accettata (anche perché avulsa dal suo contesto filmico originario) forma per sequenze.
Mi riferisco a una prima acquisizione del nastro da parte di Ricordi nel 1971, e poi ad unaltra in copia stereo in concomitanza con la verifica della situazione dei diritti dautore sul brano di cui supra alla nota 13.