Gli anni giovanili di Luigi Nono


Musica o diritto? La nascita di un compositore


Alessandra Carlotta Pellegrini


L'interrogativo posto nel titolo - Musica o diritto? - è provocatorio e fors'anche pleonastico.
Evidenzia bene, però, i due ambiti entro cui si sviluppa la formazione di Luigi Nono nel periodo compreso fra il 1942 e il 1949; formazione complessa per varie ragioni.
Sulle scelte operate in ambito universitario gravano aspettative familiari accettate di buon grado dal giovane Nono, seppur non del tutto condivise.
Agli studi 'accademici' si affianca un altro iter - altrettanto importante - animato da rigore ed entusiasmo giovanili e dal desiderio di realizzare la propria aspirazione a divenire musicista: gli studi di composizione che hanno luogo sia in ambito istituzionale che privato.
Tali doveri e aspirazioni si concretizzano in un momento storico particolare. Sono infatti gli anni del secondo conflitto mondiale e dell'immediato dopoguerra, in un clima dapprima di «bestiale dominazione fascista», come ebbe a scrivere lo stesso Nono nel 1973, 1 e poi di fattiva e vivace ricostruzione culturale, politica e istituzionale di un Paese che dalla guerra usciva estremamente provato.
Nelle ricerche sino ad oggi compiute sul compositore veneziano, si è guardato a questi anni in una prospettiva per lo più rivolta alla successiva produzione compositiva. Non si disponeva però di strumenti idonei a fare chiarezza su questo importante periodo in cui l'uomo e l'artista si formano.
Dai documenti dell'Archivio Luigi Nono, in particolare dalle recenti acquisizioni inerenti alla carriera scolastica e universitaria del compositore veneziano, dalle carte consultate presso l'Archivio del Conservatorio "Benedetto Marcello" e presso l'Archivio Storico della Biennale di Venezia, è ora possibile ricostruire con maggiore precisione le tappe di un percorso di cui si è voluto intenzionalmente privilegiare l'aspetto pubblico, istituzionale, accademico.


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Il diciannovenne Nono - dopo aver conseguito la Maturità Classica nell'estate del '42 2 - si avvia verso una formazione di improbabile giurista e convinto musicista.
Improbabile giurista non certo per poca attitudine, quanto piuttosto per scarso interesse. La scelta di intraprendere gli studi universitari - come più sopra accennato - deriva infatti dall'implicito condizionamento della famiglia, di mentalità e abitudini piuttosto conservatrici, soprattutto dal lato paterno.
In una lettera inviata da Nono all'intimo amico Maderna diversi anni dopo, abbiamo conferma delle preoccupazioni del padre per l'aspirazione del figlio - divenuta in seguito scelta definitiva - di dedicarsi alla musica; preoccupazioni legate anche al suo futuro e alla possibilità di una professione che potesse garantirgli un'indipendenza economica.

La facoltà di giurisprudenza rappresenta un probabile compromesso fra una rassicurante professione e un vivo interesse per l'uomo e l'organizzazione giuridica che ne regola la convivenza.
I documenti reperiti presso la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Padova 3 ci permettono di ricostruire con esattezza la carriera universitaria di Nono, portata con diligenza a compimento.
Scorrendo alcune pagine del suo libretto d'iscrizione, proposte nell'immagine, possiamo ripercorre le tappe della sua carriera universitaria.

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Pagine dal libretto universitario (ALN, D.09)


Iscritto nell'autunno del '42, matricola 126/35, Nono sostiene il suo primo esame di "Istituzioni di diritto romano" nel giugno del 1943. Troviamo poi elencati, nei successivi anni di corso, i 23 esami sostenuti con cadenza regolare che lo conducono, il 15 novembre del '47, a discutere una tesi di laurea in diritto penale dal titolo: L'exceptio veritatis (nell'immagine, il frontespizio).

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Frontespizio della tesi di laurea (ALN, D.03)


L'argomento della tesi merita quanto meno un accenno. L'exceptio veritatis è un istituto giuridico riferito ai reati contro l'onore - quali ad esempio l'ingiuria e la diffamazione - che afferisce al più ampio tema della libera manifestazione del pensiero sancita poi, proprio in quei mesi, dalla carta costituzionale italiana. 4
Pur caratterizzato da un certo tecnicismo proprio delle materie giuridiche, il tema viene elevato dal giovane Nono a questione ricca di implicazioni politico-sociali, con un'analisi che fa proprie quelle teorie che privilegiano - come scrive il laureando nelle conclusioni - «quel carattere di praticità e flessibilità che fa della giustizia uno strumento essenzialmente connesso all'evoluzione della vita». 5
Che Nono considerasse l'Università come impegno non prioritario è cosa nota, anche alla luce di quanto già esaustivamente emerso da alcune ricerche sul periodo giovanile noniano; 6 ulteriore riscontro di tutto ciò traspare dalla presenza di Nono sui banchi del Conservatorio "Benedetto Marcello" di Venezia appena un mese prima della laurea, il 10 ottobre 1947, per sostenere l'esame di compimento inferiore di composizione.


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Già da qualche tempo, infatti, agli studi di diritto Nono affiancava quelli di composizione sotto la guida di Gianfrancesco Malipiero che - secondo quanto afferma lo stesso Nono in uno scritto del 1973 - lo «accolse dal '43 al '45 come suo allievo». 7
Direttore del Conservatorio veneziano già dal 1939, il maestro di Asolo aveva cessato di tenervi il suo corso libero di composizione proprio nell'estate del '43; probabilmente per tale ragione affida il giovane discepolo al suo allievo Raffaele Cumar, che già da due anni insegnava presso l'istituto veneziano contrappunto, fuga e composizione, oltre a Storia ed estetica musicale. Il rapporto Malipiero-Nono si sviluppa dunque in modo inconsueto e assai stimolante, libero dai vincoli posti da programmi di studio precisi. 8
Nella lunga intervista di Enzo Restagno, Nono si definisce «una specie di allievo interno-esterno del Conservatorio». 9 Per fare luce su tale definizione piuttosto vaga, sono risultati chiarificatori i documenti dell'Archivio del Conservatorio veneziano, ove sono fra l'altro conservate le domande presentate dallo studente per l'ammissione ai diversi esami, tutte inesorabilmente marcate con un timbro che definisce "Nono Luigi" come "candidato estraneo". 10
Di "estraneo" al Conservatorio, Nono sembra avere effettivamente ben poco: si reca con frequenza a Palazzo Pisani per incontrare Malipiero, che accompagna poi nelle passeggiate di fine mattina; frequenta le lezioni di contrappunto e fuga di Raffaele Cumar; incontra con assiduità gli allievi di quelle classi, che ho trovato incasellati nei giornali degli insegnanti di quegli anni: Lorenzo e Tiberio Dall'Oglio, Gastone Fabris, Luciano Rosada, Romolo Grano, Gianfranco Prato, Pinto Drago (tutti nomi che ritroviamo peraltro negli appunti di studio di Nono).
Due di loro in particolare hanno fornito preziose testimonianze su quegli anni: Lorenzo Dall'Oglio e Romolo Grano. Il primo, nella lunga videointervista realizzata da Gianmario Borio e Veniero Rizzardi; 11 il secondo - Romolo Grano - in una lunga intervista concessami nell'autunno del 2003, in cui ha ricordato con dovizia di particolari i suoi anni di studio presso il Conservatorio, dove ha incontrato Nono. In entrambi i casi emerge la vivace temperie culturale che ha caratterizzato questo periodo e l'insaziabile desiderio di colmare le tante lacune causate dal panorama culturale degli anni del secondo conflitto mondiale.
In questo clima, fra il '47 e il '49, Nono sostiene presso il Conservatorio gli esami sia di compimento inferiore che di compimento medio di composizione, intervallati dai complementari e obbligatori esami di licenza di Pianoforte Complementare, licenza di Poetica e Drammatica e Letteratura Italiana, licenza di Organo Complementare e Canto Gregoriano.

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Schema degli esami sostenuti presso il Conservatorio di Musica "Benedetto Marcello" di Venezia


Nella tabella qui proposta sono schematicamente riportati gli esami sostenuti, corredati dall'indicazione delle date e degli esiti (nel caso del Compimento Medio di Composizione, si è riportata anche la composizione della commissione d'esame).


Esame sostenuto

Data

Votazione

Altro

Compimento Inferiore di Composizione 12

10 ottobre 1947

9 su 10

 

Licenza di Pianoforte Complementare 13

Giugno 1949

6,20 su 10

 

Licenza di Poetica e Drammatica e Letteratura Italiana 14

18 giugno 1949

8 su 10

 

Licenza di Organo Complementare e Canto Gregoriano 15

1 luglio 1949

6,50 su 10

 

Compimento Medio di Composizione 16

1 luglio 1949

7 su 10

Commissione d'esame:

G.F. Malipiero (direttore),

G. Bianchi, R. Cumar,

R. Olivieri, S. Zanon (insegnanti),

A. Bertin (segretario)


Presso il Conservatorio è stato possibile consultare anche i compiti d'esame, elaborati da Nono in occasione dei diversi esami, su temi quasi sempre assegnati dal direttore dell'istituto (cioè il Malipiero).
A titolo esemplificativo, si riproduce nell'immagine il tema della terza prova prevista per l'esame di quarto anno di composizione, la "composizione di un breve pezzo per pianoforte". 17

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Tema della terza prova per l'esame di quarto anno di composizione: "composizione di un breve pezzo per pianoforte" (ALN, D08/01)


Si tratta di una battuta in tonalità di sol maggiore, cui segue l'elaborazione di Nono in 27 battute, di cui si propone nell'immagine la sola prima pagina. 18

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Svolgimento della terza prova - composizione di un breve pezzo per pianoforte - del quarto anno di composizione (ALN, D08/02)


Voluminosi appunti presenti presso l'Archivio Luigi Nono attestano degli esercizi svolti per la preparazione di questi esami; solo in alcuni casi è possibile datare con certezza tali documenti o individuare le fonti cui guardava lo studente.
Su questa preparazione vigilava Malipiero, con il suo magistero didattico, la nota attenzione da lui riservata ai secoli della storia della musica allora poco esplorati (Sei e Settecento in particolare), con un atteggiamento culturale privo di conformismo e limiti storico-estetici. Non è questa la sede per dilungarci su tale argomento, che trova ampio e immediato riscontro anche nei programmi dei saggi scolastici del Conservatorio negli anni della sua direzione. 19
Emblematico in questa prospettiva era l'incoraggiamento rivolto da Malipiero agli allievi a frequentare la Biblioteca Marciana per la consultazione delle fonti che vi erano (e vi sono tuttora) conservate. 20 Scrive Nono: «Su sua sollecitazione, cominciammo a 'frugare' nella biblioteca Marciana tra originali musicali, tra trattati di composizione, da Hucbaldus a Padre Martini, tra le prime stampe di musica (realizzate da Ottaviano Petrucci in Venezia a partire dal 1501), per poter studiare così storicamente e sugli originali lo sviluppo della musica europea». 21
Ritroviamo così, fra gli appunti di Nono, la trascrizione di ampi stralci di diversi trattati teorici, dal Saggio fondamentale pratico di contrappunto sopra il canto fermo di Padre Martini del 1774, 22 ad altri trattati quale ad esempio lo Scriptorum de musica medii aevi del 1864, 23 in cui il francese de Coussemaker aveva riportato, in quattro voluminosi tomi, la trascrizione di scritti di numerosi teorici medievali. 24 Negli esempi seguenti, la prima pagina delle due trascrizioni.

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ALN, M.02.01.03/02 r B12/02 r
«dal Saggio fondamentale di contrappunto del P. MARTINI (1774)»


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ALN, M.02.01.03/36-37
«dal Scriptorum de musica Medii Aevii (De Coussemaker Paris 1864)»


A questi strumenti formativi, si aggiungono naturalmente testi e trattati ben più recenti, fra cui l'Unterweiseng im Tonsatz di Paul Hindemith, più brevemente denominata L'armonia tradizionale, da cui Nono trascrive ampi stralci. 25

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ALN, M02.01.01/02 r: dal Trattato di composizione di Paul Hindemith


Nell'immagine vediamo la riproduzione del primo foglio di un paffuto quaderno ove il diligente studente trascriveva, appuntava, svolgeva esercizi da questo testo per lui fondamentale in quel periodo. 26
Ben sappiamo che questo libro "galotto fu" per l'incontro fra Nono e Bruno Maderna, momento di cruciale importanza che ha avuto luogo nel '46 tramite Malipiero. 27
Come già evidenziato inizialmente, non rientra negli obiettivi di questa ricerca indagare sugli studi 'privati' di Nono, della fondamentale esperienza di 'bottega' (lo studio comparato, l'esercizio sui canoni enigmatici dei fiamminghi, le trascrizioni) fatta con l'amico e maestro Bruno, esperienza peraltro già ben illustrata - fra gli altri - da Erika Schaller nel saggio L'insegnamento di Bruno Maderna attraverso le fonti conservate presso l'Archivio Luigi Nono 28 e da Veniero Rizzardi in La nuova scuola veneziana. 29


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Attraverso Malipiero passano dunque in modo più o meno diretto le esperienze formative noniane di quegli anni, cui va ad aggiungersi il Cours international de direction d'orchestre tenuto da Hermann Scherchen a Venezia dal 16 al 30 agosto 1948, conclusosi poi nell'ambito dell'XI Festival Internazionale di Musica Contemporanea che ebbe luogo dal 5 al 15 settembre dello stesso anno. La collaborazione fra Biennale (con la direzione artistica di Ferdinando Ballo e la segreteria di Rodolfo Pallucchini) e Conservatorio (sotto la direzione del Malipiero) prevedeva una suddivisione dei compiti fra le due istituzioni, con la promozione del corso presso i Conservatori di tutto il mondo da parte della Biennale, e l'organizzazione logistica affidata al Conservatorio. 30
In questa occasione, il programma presentato da Scherchen si articolava in sei parti: 1) Tecnica della direzione, 2) Educazione dell'udito e della memoria, 3) Studio dell'orchestra, 4) "Realizzazione in luogo d'interpretazione", 5) Gli stili musicali, 6) L'arte di dirigere. 31
Il desiderio di guardare oltre le ristrette prospettive della provinciale cultura veneziana di quegli anni trovava ampia e soddisfacente risposta nelle intense giornate di studio, di cui possiamo riscontrare fedele traccia negli appunti di Nono. Presso l'Archivio Luigi Nono (M02.02.01/01-05) è presente un fascicolo di «appunti presi durante un ciclo di almeno 17 lezioni». Vi sono riportati numerosi esempi musicali, quasi sempre su carta pentagrammata, spesso piuttosto frammentari, che costituiscono solo accenni di trattazioni evidentemente assai più ampie.
I riferimenti presenti sugli appunti riportano le seguenti diciture: «Scala dodecafonica = cromatismo diatonico, Sulla melodia, Centro tonale (accordo perfetto) centro tonale chiaro, vari rivolti dell'accordo di do + e poi con la 7 ed alcuni gradi alterati, accordi non perfetti - Centro tonale dubbio Cellula di serie, 32 sulla melodia, analisi di un canto gregoriano, 33 ritmo nella melodia, contrappunto 1 specie, cadenze, 34 armonia, tritono nella serie, 35 tetradi senza tritono, 36 concatenamento di accordi con tritoni, 37 strumentazione fiati, 38 contrappunto a 3 voci, strumentazione per fiati, tetrafonia e trifonia». 39
Alcune pagine ci permettono di fare riscontri più dettagliati sui compositori e le opere studiate: Schoenberg (la serie della Suite op. 25 e 5 battute dai Gurrelieder), Webern (secondo tempo dalla Sinfonia op. 21), 40 Honegger (e il suo dal Pacific 231), 41 Ravel (con alcune trascrizioni da Ma mère l'Oye), 42 e poi Bach, Beethoven, Mozart, Schubert, Listz, Pfitzner, Rameau. 43 Vi sono infine alcuni fogli che riportano trascrizione e analisi più particolareggiate di composizioni che sono state evidentemente oggetto del corso. È il caso dell'Ave Maria di Giuseppe Verdi (primo dei suoi Quattro Pezzi sacri): nell'immagine seguente è riprodotta la prima pagina di tali appunti, con la trascrizione delle battute iniziali delle quattro parti; alla voce del basso è evidenziato «scala enigmatica». In alto, qualche appunto di Nono: « Giuseppe Verdi (85 anni) » e poi, esplicitato, « (Corso H. Scherchen) » . 44

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ALN, M02.02.02/06: dall'Ave Maria di Giuseppe Verdi


Secondo caso preso ad esempio è l'ultimo quartetto di Schoenberg (il n. 4 op. 37, del 1936), di cui sono trascritte le prime battute cui seguono appunti dell'analisi evidentemente compiuta nel corso delle lezioni. 45

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ALN, M04.02.03/01 r: dal Quartetto n. 4 op. 37 di Arnold Schoenberg


Scherchen (e il suo corso) ha «svolto un ruolo fondamentale, e penso che egli l'abbia ugualmente avuto per la storia della cultura. Egli è sempre stato dove si incrociavano le culture, le invenzioni, le nuove problematiche. […] ha aperto nuove possibilità a ciascuno di noi». 46 Le aspirazioni di ampliare i propri orizzonti culturali trovavano ampia e soddisfacente risposta in queste intense giornate di studio, che hanno il non secondario merito di raccogliere un folto gruppo di allievi provenienti da diverse parti del mondo, creando rapporti di profondo e fecondo scambio intellettuale. 47
Tale esperienza resterà per Nono oggetto e materia di riflessione anche negli anni a venire. In un blocco di appunti (il n. 100), il compositore ritornerà su questi appunti molto tempo dopo per preparare una lezione-conferenza « sulla musica del 1950 in Italia » , nell'ambito di un convegno promosso dal Comune di Venezia. 48
Con questa esperienza si rafforza il sodalizio artistico ed umano con Bruno Maderna, di qui nasce il rapporto di stima e affetto con Hermann Scherchen (e la successiva collaborazione con l'edizione Ars Viva) da cui scaturisce l'approdo di Nono sulla scena internazionale con l'esecuzione a Darmstadt, nell'agosto del '50, delle Variazioni canoniche sulla serie dell'op. 41 di Arnold Schoenberg (Ode to Napoleone) per orchestra.
Sebbene le prime prove di Nono compositore risalgano al 1948 (mi riferisco al Fucik, alle Tre liriche greche, alla composizione inedita articolata in due parti: La stella mattutina e Ai dioscuri), con l'esperienza di Darmstadt possiamo affermare che quel punto interrogativo da me posto inizialmente non ha più ragion d'essere: consacrato da una platea internazionale, è nato un nuovo compositore e si sono definitivamente perse le tracce di un giovane giurista.


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Si ringrazia l'Archivio Luigi Nono, nella persona del Presidente Nuria Schoenberg Nono e dei suoi partecipi collaboratori, per la loro intelligente e infaticabile attività. La tenace passione e sorridente dedizione con cui accolgono gli studiosi e rendono accessibili i documenti fa dell'Archivio veneziano un prezioso e insostituibile luogo di ricerca e di fecondo scambio culturale.



N O T E

1 Luigi Nono, Ricordo di due musicisti, in Luigi Nono, Scritti e colloqui, a cura di Angela Ida De Benedictis e Veniero Rizzardi, 2 voll., Milano, Ricordi-Lim, 2001, I, p. 307.

2 Luigi Nono consegue la Maturità Classica presso il Liceo Ginnasio "Marco Polo" di Venezia nel luglio 1942, come attesta il Diploma rilasciato dallo stesso Liceo Ginnasio in data 20 luglio 1942 (Archivio Luigi Nono, d'ora in avanti ALN, D.09).

3 Si ringrazia l'Archivio Luigi Nono per aver reperito e reso disponibile tale importante documentazione; un ulteriore ringraziamento alla Dott.ssa Emilia Veronese, dell'Università di Padova, e alla Dott.ssa Alessandra Angarano, per la preziosa collaborazione.

4 Ricordiamo che la Costituzione fu approvata il 22 dicembre 1947 ed entrò in vigore il primo gennaio 1948. Nell'articolo 21 si afferma: «Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. […]». Costituzione della Repubblica Italiana, Parte I, art. 21.

5 Luigi Nono, L'exceptio veritatis, tesi di laurea, Università degli Studi di Padova, anno accademico 1946-47, p. 56 (ALN, D.03).

6 Fra le altre, Sara Gennaro, Per un ritratto di Nono da giovane: sette interviste, pubblicato nei presenti atti.

7 Luigi Nono, Ricordo di due musicisti, in Luigi Nono, cit., I, p. 307. Appare rilevante quanto racconta lo stesso Nono a proposito di tale incontro, avvenuto tramite il padre: «[Enzo Restagno] Proprio in questi anni arriva anche l'incontro con Malipiero, che a Venezia era un po' un nume tutelare della civiltà musicale. Quando e come è avvenuto tale incontro? [Luigi Nono] Anche questo attraverso mio padre che un giorno mi disse: "Guarda, ho parlato con Malipiero. Ti aspetta"». Un'autobiografia dell'autore raccontata da Enzo Restagno, cit., p. 7. Appare del tutto verosimile che di tali studi il giovane Nono avesse informato l'amato e stimato Luigi Dallapiccola poiché in una lettera di quest'ultimo - del 16 novembre 1947 - leggiamo: « Ha ragione di ritenersi fortunato di essere allievo di Malipiero, uomo questo che possiamo considerare il solo che non chiuda la porta in faccia ai più scottanti problemi, per tacere dei suoi moltissimi altri meriti e della sua grandezza di musicista. Studi molto e con molto rigore […]». ALN, Dallapiccola/L 47-11-16 m.

8 È tuttavia necessario evidenziare che in seguito Nono si allontanò da Malipiero, affermando: «Con Malipiero avevo un rapporto piuttosto ideale. Dopo otto anni di studio al Conservatorio di Musica di Venezia, arrivai da Bruno Maderna, che mi chiarì subito che io in quegli otto anni non avevo imparato niente di significativo». Luigi Nono, Intervista di Frank Schneider, in Luigi Nono, Scritti e colloqui, cit., II, p. 224. In una lettera a Mario Nono, così si esprime qualche anno più tardi Malipiero: «[…] Non so dove tuo figlio si trovi ora, perciò prego te di esprimergli i miei auguri fervidissimi e dirgli che nel mio cuore non l'ho abbandonato. […] ho perduto di vista tuo figlio, dopo il corso tenuto da Scherchen a Venezia cinque o sei anni fa […]». ALN, Malipiero/G 55-08-30 m.

9 Un'autobiografia dell'autore raccontata da Enzo Restagno, cit., p. 8.

10 Ricerche compiute a Palazzo Pisani, presso l'Archivio del Conservatorio "Benedetto Marcello" di Venezia, mi hanno permesso di reperire numerosi documenti che attestano della presenza di Nono presso tale istituto. I miei più sentiti ringraziamenti al M° Pietro Verardo che, con generosa disponibilità, mi ha introdotto fra le preziose carte di tale Archivio, da lui a suo tempo riordinato.

11 La videointerviste è conservata presso l'Archivio Luigi Nono (ALN, Video, P1).

12 Come si evince da copia dei programmi conservati dallo stesso Nono (ALN, M03/01-06), il programma d'esame prevedeva le seguenti prove: armonizzazione a 4 voci, con imitazioni, di un basso dato; armonizzazione di una melodia per canto e pianoforte, composizione di un breve pezzo per pianoforte su un tema dato (prove da svolgersi in 10 ore), interrogazione sulla teoria dell'armonia.

13 Il programma d'esame prevedeva le seguenti prove: esecuzione di uno studio scelto dal candidato fra tre sorteggiati seduta stante su 15 presentati, dei quali 5 scelti dall'op. 740 di Czerny L'arte di render agili le dita, 5 fra 50 studi di Cramer (riveduti da Bülow) e 5 dal Gradus ad Parnassum (100 studi) di Clementi; esecuzione di una composizione di Bach scelta dalla Commissione fra 4 invenzioni a 3 voci e fra le Suites inglesi in sol.

14 Il programma d'esame del "Corso complementare di letteratura poetica e drammatica per i candidati al diploma di composizione e di direzione d'orchestra" prevedeva la preparazione dei seguenti argomenti: Prosa e poesia, il ritmo e l'idea melodica, il ritmo della poesia italiana, svolgimento della lirica, componimenti letterari in prosa, l'epos, il poema dantesco, la drammatica, le sacre rappresentazioni, il melodramma.

15 Il programma d'esame prevedeva le seguenti prove: esecuzione di uno degli 8 Piccoli preludi e fughe di Bach, modulazioni improvvisate ed improvvisazione di qualche cadenza con pedale obbligato, rispondere sulla teoria del canto gregoriano, accompagnamento scritto d'una melodia gregoriana.

16 Il programma d'esame prevedeva le seguenti prove: composizione di una fuga a 4 voci su parole e tema assegnato dalla Commissione (da eseguirsi in 18 ore), composizione di contrappunto a doppio coro su canto assegnato dalla Commissione (da eseguirsi in 18 ore), composizione di una romanza senza parole, per pianoforte, su tema assegnato dalla Commissione (da eseguirsi in 12 ore), lettura al pianoforte di un'aria antica scelta dalla Commissione tra quelle dell'Ottocento. Erano inoltre previste prove di cultura sui seguenti argomenti: saggio estemporaneo di modulazioni al pianoforte, analisi scritta di una fuga o di altra composizione contrappuntistica vocale scelta dalla commissione (da eseguirsi in 6 ore), discussione orale su questioni d'indole armonistica [!] e contrappuntistica.

17 ALN, D08/01

18 ALN, D08/02

19 Per ulteriori approfondimenti si veda anche: Il Conservatorio di Musica Benedetto Marcello di Venezia, 1876-1976 Centenario della Fondazione Palazzo Pisani - Venezia, 1977.

20 Sugli appunti di Nono è stato rinvenuto anche un riferimento all'«Archivio ai Frari - Procuratoria Supra - Libri corali» (ALN, M.02.01.06/02). È apparso verosimile supporre che lo studio e l'approfondimento di fonti 'storiche' sia avvenuto anche presso l'Archivio di Stato di Venezia, a Santa Maria dei Frari. Tale ipotesi è stata confermata dalla consultazione dei Libri del Protocollo, ove è stato possibile riscontrare la presenza di Nono non solo nel 1949 (1 agosto 1949 per ricerche sulle «Musiche Cappella S. Marco»), ma anche l'anno successivo (4 aprile 1950 per ricerche su «Piero Castellani e musiche fiamminghe da servire per un lavoro storico», 22 luglio 1950 per ricerche su «S. Giorgio Maggiore» e 2 agosto 1950 per ricerche su «Carte non appartenenti a nessun archivio» e «Miscellanea atti diversi manoscritti»). Si ringrazia Michela Dal Borgo per aver reso possibili le ricerche sui registri di presenza degli studiosi, conservati presso l'Archivio dell'Archivio di Stato.

21 Luigi Nono, Ricordo di due musicisti, in Luigi Nono, Scritti e colloqui, cit., I, p. 307.

22 M.02.01.03/02 r B12/02 r: «dal "Saggio fondamentale di contrappunto" del P. MARTINI (1774)».

23 M.02.01.03/36-37: «dal "Scriptorum de musica Medii Aevii (De Coussemaker Paris 1864)».

24 Appare rilevante che nella biblioteca di Luigi Nono i volumi menzionati sono presenti in preziose rilegature, privi di glosse autografe. I libri sono verosimilmente giunti negli scaffali più tardi, in edizioni in facsimile edite nella metà degli anni Sessanta stampate da editori americani e tedeschi (Greg Press Incorporated, Ridgwood, New Jersey, U.S.A. il primo, Georg Olms Verlagsbuchhandlung, Hildesheim il secondo).

25 «Nel 1946 dissi a Malipiero che avrei voluto studiare la Unterweisung im Tonsatz di Hindemith e lui mi fece sapere che era appena arrivato a Venezia un giovane musicista che possedeva questo trattato. Era Bruno Maderna, del quale vorrei subito ricordare la grande generosità ma anche - e per me fu veramente fondamentale - il modo assolutamente diverso che aveva di vivere la musica. Non insegnava ricette, non distribuiva cataloghi di metodi, evitava soprattutto di insegnare se stesso o di insegnare un'estetica; la sua preoccupazione fondamentale era insegnare a pensare la musica e a pensarla con tempi diversi, combinatori, come per esempio i canoni enigmatici dei fiamminghi.» (Un'autobiografia dell'autore raccontata da Enzo Restagno, cit., p. 3.

26 ALN, M02.01.01/02 r. La trascrizione di alcuni passi del trattato e gli esercizi sono riportati in M02.01.01/01-41.

27 L'anno dell'incontro fra Nono e Maderna non è affatto casuale poiché proprio nel '46 quest'ultimo, già formatosi alla scuola romana di composizione di Alessandro Bustini, si stabilì a Venezia.«E fu proprio G. F. Malipiero che mi consigliò di far la conoscenza di Bruno Maderna, da lui stimatissimo subito, con il quale sviluppai poi i miei studi.» Luigi Nono, Ricordo di due musicisti, in Luigi Nono, Scritti e colloqui, cit., I, p. 307.

28 Erika Schaller, L'insegnamento di Bruno Maderna attraverso le fonti conservate presso l'Archivio Luigi Nono, in Bruno Maderna. Studi e testimonianze, a cura di Rossana Dal Monte e Marco Russo, Lucca, Lim, 2004, pp. 107-116.

29 Veniero Rizzardi, La nuova scuola veneziana, in Le musiche degli anni Cinquanta, a cura di G. Borio, G. Morelli e V. Rizzardi, Serie Archivio Luigi Nono. Studi I, Firenze, Leo S. Olschki Editore, 2004, pp. 1-59. Non sembra comunque superfluo sottolineare che anche lo stesso Maderna era stato incoraggiato alla frequentazione della Biblioteca Marciana dal Malipiero. Nel già citato Ricordo di due musicisti, Nono ricorda: «E ancora su sua sollecitazione [di G. F. Malipiero], Bruno, già da maestro, con un gruppo di suoi allievi, tra cui anch'io, cominciammo a 'frugare' nella Biblioteca Marciana, tra trattati di composizione, da Hucbaldus a padre Martini, tra le prime stampe di musica (realizzate da Ottaviano Petrucci in Venezia a partire dal 1501), per poter studiare così storicamente e sugli originali lo sviluppo della musica europea giungendo a Schoenberg Webern e Berg. E fu un periodo felicissimo di studio di scoperte di discussioni, in cui Bruno ci coinvolgeva tutti con il suo entusiasmo maieutico, e G. F. Malipiero ci seguiva con vera gioia allorché lo informavamo del procedere dei nostri studi o gli portavamo risultati concreti di esso […]». Luigi Nono, Ricordo di due musicisti, in Luigi Nono, Scritti e colloqui, cit., I, p. 307. Si veda inoltre: Giovanni Morelli, La carica dei quodlibet. Note sulla tipologia ideale di una «nuova scuola veneziana» all'uso degli incroci di lettura delle opere di Maderna, Nono e Malipiero, in La carica dei quodlibet. Carte diverse e alcune musiche inedite del Maestro Malipiero, a cura di G. Morelli, Serie Archivio G. F. Malipiero. Studi II, Firenze, Leo S. Olschki Editore, 2005, pp. 111-138; Susanna Pasticci, Memorie di Petrucci a Venezia, quattro secoli dopo, in Venezia 1501: Petrucci e la stampa musicale. Atti del convegno internazionale di studi, a cura di G. Cattin e P. Dalla Vecchia, Venezia, 10-13 ottobre 2001, Venezia, Edizioni Fondazione Levi, 2005, pp. 683-737; Joachim Noller, Maderna, la storia e la crisi della stampa musicale, ivi, pp. 739-751.

30 Ricordiamo per inciso che l'origine di tale corso affonda le sue origini piuttosto lontano. Già nel maggio del '38 Scherchen si rivolse a Petrassi, allora soprintendente del Teatro La Fenice, per proporgli un corso di direzione d'orchestra da tenere alla Fenice con un programma che avrebbe incluso Monteverdi, Scarlatti e Locatelli insieme con altri autori contemporanei fra cui Dallapiccola. I rapporti del maestro tedesco con l'Italia ebbero però bruscamente termine poco dopo a causa delle sue inclinazioni politiche poco gradite; e del corso non se ne fece più nulla. Il corso si tenne invece a Neuchatel nell'estate del '39 (VIIIme Cours pour Chefs d'Orchestre, 16 luglio al 16 agosto 1939), e successivamente anche a Parigi e a Bruxelles (metà degli anni Quaranta).

31 Il programma si evince dai documenti inerenti all'anno 1948 consultati presso l'Archivio Storico delle Arti Contemporanee (ASAC) della Biennale di Venezia, busta: Teatro - Musica 1932-1949. Presso gli archivi dell'ASAC è stato possibile consultare inoltre: il verbale nel quale si approva la realizzazione del corso di Hermann Scherchen, le veline delle lettere inviate ai conservatori e agli istituti musicali in Europa e nel mondo al fine di promuovere il corso, numerosi ritagli di stampa inerenti all' "IX Festival Musicale 1948" in cui sempre si menziona il corso Scherchen. Si ringrazia Alessandro Alfier, addetto al Fondo Storico dell'ASAC, per aver agevolato l'accesso ai documenti nonostante i disagi causati dal trasferimento della sede degli archivi da Ca' Corner della Regina al Parco Scientifico Tecnologico VEGA di Porto Marghera. Si veda inoltre: Giovanni Morelli, La carica dei quodlibet. Note sulla tipologia ideale di una «nuova scuola veneziana» all'uso degli incroci di lettura delle opere di Maderna, Nono e Malipiero, in La carica dei quodlibet. Carte diverse e alcune musiche inedite del Maestro Malipiero, a cura di G. Morelli, Serie Archivio G. F. Malipiero. Studi II, Firenze, Leo S. Olschki Editore, 2005, pp. 111-138; Susanna Pasticci, Memorie di Petrucci a Venezia, quattro secoli dopo, in Venezia 1501: Petrucci e la stampa musicale. Atti del convegno internazionale di studi, a cura di G. Cattin e P. Dalla Vecchia, Venezia, 10-13 ottobre 2001, Venezia, Edizioni Fondazione Levi, 2005, pp. 683-737; Joachim Noller, Maderna, la storia e la crisi della stampa musicale, ivi, pp. 739-751.

32 ALN, M02.02.01/01

33 ALN, M02.02.01/02 v e r

34 ALN, M02.02.01/04 r sx

35 ALN, M02.02.01/04 r dx

36 ALN, M02.02.01/05 r sx

37 ALN, M02.02.01/05 r dx

38 ALN, M02.02.01/05 v sx

39 ALN, M02.02.01/05 v dx

40 ALN, M04.02.04/02 r dx

41 ALN, M02.02.02/04

42 ALN, M02.02.02/08 r sx

43 ALN, M02.02.02/01-08

44 ALN, M02.02.02/06

45 ALN, M04.02.03/01 r

46 Luigi Nono, Intervista di Philippe Albèra, in Luigi Nono, Scritti e colloqui, cit., II, p. 416.

47 Emblematica in tal senso la presenza di «un gruppo di circa trenta brasiliani provenienti da una scuola che era stata fondata in Brasile da Kollreuter, un compositore e direttore d'orchestra tedesco che aveva lasciato la Germania dopo il 1933. Tra questi c'era una pianista e compositrice di grande talento, che si chiamava Eunice Catunda. Era una mezza india del Mato Grosso e Scherchen favorì una specie di sodalizio fra lei, Bruno Maderna e me.» Un'autobiografia dell'autore raccontata da Enzo Restagno, cit., p. 22. Riteniamo opportuno soffermare l'attenzione - seppur brevemente - su Eunice Catunda, di cui sono conservate presso l'Archivio Luigi Nono le numerose e lunghe lettere che la compositrice brasiliana ha inviato a Nono a seguito del suo precipitoso rientro in Brasile (che non gli permise peraltro di portare a termine il corso). Da tale carteggio si evince il fecondo scambio culturale che prese le mosse da «una profonda identità di vedute» (ibidem), in particolare la scoperta dei testi di Federico García Lorca e di Antonio Gramsci, autore poi amato, letto e studiato da Nono. Di quest'ultimo, troviamo nella biblioteca noniana ben venti titoli, di cui nove con data di edizione precedente al 1950. Tre sono i titoli esplicitamente menzionati nel carteggio Nono-Catunda, e precisamente: Il Risorgimento (ALN, Catunda/E 49-04-12 m) , Il materialismo storico e la filosofia di Benedetto Croce (ALN, Catunda/E 49-04-12 m) , Gli intellettuali e l'organizzazione della cultura (ALN, Catunda/E 49-06-05 m). In riferimento agli studi di Nono, in questo ricco carteggio non mancano i riferimenti agli esami che il giovane veneziano si accinge a sostenere (ALN, Catunda/E 49-06-05 m, Catunda/E 49-06-20 m, Catunda/E 49-07?-??* m). Interessante inoltre, nell'ottica della summenzionata «identità di vedute», le pagine di un quaderno che la Catunda inviò a Nono il 14 aprile 1949 (ALN, Catunda/E 49-04-14 m) con la traduzione in italiano dei capp. XI-XVI del trattato di Hindemith.

48 ALN, blocco n. 100, datato 1978 (ALN, M.05.141.01/03 r), utilizzato soprattutto per la preparazione dell'intervento al Convegno "Italia anni Cinquanta. Cultura e società" organizzato da Ca' Foscari dal 22 al 24 aprile 1978; sulla prima di copertina (f. 01 di M05.141.01/01) appare l'indicazione "Appunti per lezione su musica del 1950 in Italia (Convegno a VE del comune)". A p. 2 leggiamo: «Scherchen 48 Ave Maria Verdi […] Programma Biennale Corso Internazionale».